Secondo alcuni psicologi i giocatori non sono abbastanza tutelati: il rischio è invadere il mercato con poker online ed altri giochi per cavalcare la crescita economica, scordandosi delle possibili conseguenze sugli utenti.
La Ludopatia è un disturbo del comportamento appartenente alla categoria diagnostica dei disturbi ossessivi-complulsivi; in Italia la cura dei disturbi patologici da gioco è effettuata dai servizi Tossicodipendenze delle ASL.
Stiamo diventando un poopolo di potenziali ludopatici?
Riccardo Zerbetto, psichiatra e psicoterapeuta esperto in dipendenze da gioco, ha fondato e dirige il progetto ORTHOS, un programma per lo studio e il trattamento delle patologie legate alle dipendenze dal gioco d’azzardo.
“La ludopatia è l’opposto del gioco, nel senso che il gioco ha un aspetto per definizione di gratuità, di libertà, di leggerezza. La ludopatia ha invece questo elemento di compulsività, di una specie di cose irrefrenabili che non si riescono a non fare [secondo l’Organizzazione mondiale della sanità sono circa 1 milione mezzo gli adulti a rischio di ludopatia (il 3% della popolazione).
Federsed, la Federazione italiana degli operatori dei dipartimenti e dei servizi delle dipendenze, ha da poco pubblicato uno studio sulla popolazione italiana a rischio ludopatia.
Il passaggio dall’una e l’altra è insidioso, a volte non ce se ne accorge neppure, si scivola gradualmente dall’una all’altra ed è importante cogliere i segni premonitori di quando esiste questo viraggio.
L’80% della popolazione non presenta rischi, mentre il 14,5% è associato a un rischio minimo; il 4,7% presenta un rischio moderato o gioco problematico, mentre lo 0,6% presenta un rischio elevato o gioco patologico.
Già l’Organizzazione Mondiale della Sanità aveva definito il gioco d’azzardo un problema sociale ne 1980, quindi sono passati 31 anni e in Italia la patologia da gioco ancora non è riconosciuta, non esiste.
Alcune regioni si sono rimboccate un po’ le maniche e hanno avviato dei corsi di formazione, delle misure oer le quali le organizzazioni dei SERT, che sono i servizi per le tossicodipendenze, cominciano a vedere alcuni giocatori Gioco responsabile: Lottomatica Group e Federserd, su indirizzo dei Monopoli di Stato, hanno lanciato il servizio “Gioca responsabile” allo scopo di mettere a disposizione dei giocatori e delle loro famiglie strumenti e servizi adeguati.
Saranno diponibili assistenza e orientamento alle persone che hanno problemi connessi al gioco.
Ma per iniziativa di alcuni operatori curiosi e volonterosi, non perchè il governo lo abbia stabilito o abbia soprattutto dato un minimo di finanziamenti, anche lì, se non vengono cambiate le leggi che prevedono che anche le dipendenze comportamentali possono essere riconosciute come patologia, non solo quelle che implicano una droga, ma anche le dipendenze comportamentali.

Il gioco è la classica dipendenza senza sostanze: una nuova forma di dipendenza recentemente riconosciuta anche dalle istituzioni mediche.

Oltre la ludopatia ne fanno parte la dipendenza da Internet, da shopping, da lavoro, da sesso, da esercizio fisico. Se non si introducono leggi che consentano l’identificazione di queste patologie, si rimane in una situazione che non ha una copertura giuridica.

Secondo Massimo Passamonti presidente di Giochi e Società “Il problema delle dipendenze è un problema molto serio che va affrontato seriamente, non soltanto con parole d’ordine, slogan o superlativi che indicano che il gioco fa male.

È certo che l’attività di gioco è un’attività ludica tesa al divertimento, però il rischio di cadere in atteggiamenti compulsivi c’è sempre, quindi questo problema delle dipendenze va affrontato sulla base di quelli che sono sia i parametri di funzionamento di ogni tipo di gioco, perchè quello stesso modo di funzionare impedisce l’accendersi di dipendenze, sia dal punto di vista di una giusta comunicazione , che è compito delle società, nei confronti dei propri cittadini-clienti di informarli di quelli che sono i rischi del gioco.
E-COGRA è una società indipendente e senza fini di lucro nata per proteggere e informare i giocatori circa il gioco online. Definisce gli standard di sicurezza fornendo agli operatori del settore un quadro di riferimento e le best practice individuate.
Forse vivremo in una società di giocatori, forse ci stiamo facendo accecare dal desiderio di una vita diversa, senza mutui da pagare o sacrifici da fare. I casinò online da questo punto di vista sono l’isola felice, il luogo dove tutto si può avverare.

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